Sezione 3D frantoio ipogeo

Rilievo architettonico e modello tridimensionale del frantoio ipogeo

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Il frantoio ipogeo indagato fa parte di un più ampio complesso di frantoi che si articolano al di sotto del Palazzo Greco, ubicato nel centro storico del Comune di Caprarica di Lecce.
È rappresentato da un ampio ambiente dalla planimetria articolata e mistilinea che presenta la tipica conformazione dei frantoi ipogei presenti nel territorio salentino, realizzati tra il XV e il XIX secolo, scavati nella roccia per ottimizzare la conservazione dell’olio prodotto.

Il frantoio si sviluppa su una superficie complessiva di circa 200 metri quadrati, con altezze che variano tra i 2 metri negli ambienti di pressatura e i 5 metri nel vano principale. È interamente scavato nella roccia calcarenitica, nella quale si accede attraverso una scala a rampa rettilinea, ricavata in parte nel banco roccioso e in parte coperta da una volta a botte, realizzata con blocchi parallelepipedi in pietra leccese.
Il vano centrale, adiacente alla scala di accesso, era riservato alle operazioni di macinazione delle olive, anche se della vasca per la molitura rimane solo la traccia circolare sul terreno.
Come evidenziato dalla planimetria generale, sui lati si sviluppa una serie di piccoli ambienti, detti sciave, in cui erano depositate le olive in attesa di molitura e un’ area destinata al ricovero degli animali, mentre il vano subito adiacente a quello centrale, era destinato alla spremitura della pasta. Sono ancora in loco le due basi su cui era alloggiato uno dei torchi.

Sezione 3D frantoio ipogeo

Ai fini della conoscenza e della valorizzazione del frantoio ipogeo è stato necessario rilevare metricamente la struttura per comprenderne gli aspetti dimensionali.
Sono state 40 le scansioni necessarie per realizzare il rilievo, eseguito con un laser scanner 3D ad alta definizione che ha consentito la registrazione dei vari elementi architettonici e la raccolta dei dati riguardanti la geometria delle forme.
Le singole nuvole di punti sono state allineate insieme per ottenere una nuvola di punti globale utile a generare un modello digitale in tre dimensioni del frantoio. Sono state successivamente ricavate la planimetria generale, le sezioni prospettiche oltre ad alcuni particolari più significativi. L’elevata quantità di dati acquisiti ha consentito di eseguire un rilievo geometrico degli oggetti con alto grado dettaglio e completezza.
Il lavoro è stato completato con il rilievo dei frantoi adiacenti a quello centrale, non indagati perché di difficile accesso.

restituzione del frantoio ipogeo 3D

Nella fase successiva, in collaborazione con il Dott. Ivan Ferrari, il modello tridimensionale del frantoio indagato è stato trasformato in un modello a superfici continue, attraverso al creazione di una mesh poligonale.

Dott. ssa Giovanna Muscatello